Sabato 21 febbraio mi sono recato in Casa Console per assistere a un concerto di musica classica. Mi sono invece trovato di fronte a un’esperienza a tutto tondo, a un concerto di musica contemporanea dove la musica diventa energia, ma senza eccedere in rumore, e al contempo visionaria, ma senza sconfinare nei territori rilassanti ma spersonalizzati dell’ambient. Era invece presente un’espressione artistica ben definita, quella di Emiliano Toso. Oltre alle composizioni musicali, interpretate in Casa Console dallo stesso Toso, accompagnato dalla giovane, talentuosa e sensibile Valentina Wilhelm, il concerto ha consegnato al pubblico un’esperienza "quasi olistica", fondata su concetti scientifico-musicali.
In Casa Console sono stati suonati brani di pianoforte e violino, tratti dal progetto “Translational music” di Emiliano Toso. Non un classico concerto ma un’esperienza immersiva e sperimentale, con l’invito a muoversi nella sala, a sentire le vibrazioni della musica sul piccolo palco, di fianco o sotto il pianoforte, o con le mani aperte a percepire le vibrazioni musicali come fanno le persone sordomute. Ad accompagnare le composizioni musicali sono stati proiettati sullo schermo gli acquerelli della sua madre, che rende visibile in questo modo la musica del figlio.
Articolo integrale sul numero cartaceo in uscita il 26 febbraio 2026.