Capolavori della collezione di Bruno Stefanini esposti in Casa Console

Inaugurata sabato 13 dicembre al Museo d'Arte Casa Console, la mostra dedicata alle opere del collezionista Bruno Stefanini, al cospetto di un nutrito pubblico appassionato d’arte.
Integrale 18.12.2025
18.12.2025
2 min
Contadini al lavoro in un campo, caricando un carro di paglia con l’aiuto di cavalli. Alle spalle, un paesaggio rurale con alberi e colline.
Particolare dell'opera "Raccolta del grano" di Robert Zünd.

Dopo il saluto di Moreno Raselli, responsabile delle attivita di Casa Console, la parola è passata a Ilario Bondolfi, presidente della Fondazione che fa capo al Museo d’arte Casa Console, che ha sottolineato l’affinità di Bruno Stefanini con il fondatore del museo, Ernesto Conrad, entrambi amanti dell’arte, collezionisti e divulgatori di cultura. «Con questa mostra le visioni di Ernesto Conrad e di Bruno Stefanini s’incontrano simbolicamente sotto questo tetto. Una casa dell'arte pensata per la valle e una collezione pensata per il Paese si uniscono per offrirci uno sguardo nuovo, ricco e stimolante sulla pittura svizzera tra Ottocento e primi Novecento. Sono due imprenditori di evidente successo, diversi per percorso ma uniti da una stessa visione: l'arte come bene da custodire, condividere, valorizzare e mettere al servizio della collettività».

Il curatore Gian Casper Bott ha parlato delle ventina di capolavori esposti, fra realismo, idealismo e simbolismo della pittura svizzera dell'Ottocento e inizio Novecento.

Un nucleo di opere esposte ha per tema l’inverno o i ghiacciai. Nella prima sala si può ammirare una nave dipinta nella mezzanotte artica attraversa i ghiacci, rappresentazione di un momento del viaggio verso le isole Svalbard compiuto da Hans Beat Wieland. Sempre di Wieland troviamo il dipinto di un Crepaccio sul Morteratsch. Si possono poi osservare due bellissimi paesaggi invernali della Bregaglia di Giovanni Giacometti, di cui il quadro Sera d’inverno colpisce per il cielo dorato, e a fianco troviamo il Ritratto della morente Augustine Dupin, dipinto da Hodler, nei cui panneggi della veste si rivelano a un occhio attento un paesaggio montano innevato. Altra opera sull’inverno e probabilmente la più intrigante e simpatica è la Mucca smarrita nella neve di Rudolf Koller, dove il docile animale è ritratto in un momento giocoso e accarezzato dalla luce del sole che penetra la nebbia. Sicuramente un sorriso lo strapperà a ogni visitatore.

I capolavori esposti si possono ammirare in Casa Console fino al 25 ottobre.

L'approfondimento dell'inaugurazione si può leggere sul numero cartaceo uscito il 18 dicembre 2025.