Con l’inizio del nuovo anno, il fotografo Gian Giovanoli festeggia un mese dalla presentazione del suo primo libro di fotografia naturalistica: Dachesa, un omaggio personale all’Alta Engadina e alla Val Bregaglia, terra d’origine dei suoi antenati.
Il libro ripercorre quasi due decenni della sua carriera di fotografo paesaggista. All’interno del volume ci sono spettacolari immagini catturate durante le sue escursioni e raccolte da quando, nel 2006, si è riavvicinato ai «suoi» luoghi, scoprendo un lato più intimo della sua professione.
Pagina dopo pagina, gli iconici panorami montani si alternano ad angoli nascosti e prospettive tranquille, catturando la bellezza senza tempo di alcuni dei luoghi più incantevoli del mondo. La natura e gli animali delle Alpi Retiche sono gli indiscussi protagonisti di un libro fatto «tutto all’aperto».
Le fotografie sono accompagnate da proverbi engadinesi e da parole di saggezza, scritte nella lingua madre di Giovanoli, il romancio, e tradotte in inglese per renderlo fruibile a un pubblico più ampio. «Dachesa, di casa, perché io sono di casa qua», racconta Giovanoli, «sono frasi raccolte dai detti che ancora si sentono e da quelli scritti sulle facciate delle case di qui, certi sono filosofici, altri fanno ridere. La scelta della lingua per me è stata molto importante perché, come molti dialetti, sta sparendo e, in una Valle che vive di turismo come la nostra, il visitatore ormai non viene più in contatto con la lingua romancia. Ho quindi messo la traduzione in inglese in piccolo per dare risalto al romancio pure all’occhio straniero».
Senza un ordine o capitoli fissi, Dachesa è concepito come un «libro da tavolo» da sfogliare liberamente, aprendolo a qualsiasi pagina: un invito a fermarsi e a perdersi nella luce alpina o nelle immagini delle cime, delle colline e dei laghi di una delle valli montane più belle del mondo.
La prima edizione è limitata a 2’000 copie. Con il suo generoso formato di 30×40 cm e un peso di oltre quattro chilogrammi è sia un oggetto da collezione, sia un libro di forte impatto emotivo.
Di forte impatto è anche la scelta studiata di pubblicare le immagini in bianco e nero: «L’opinione comune delle fotografie a colori continua a mutare negli anni. Una fase ormai standard nel lavoro dei fotografi è la manipolazione degli scatti, soprattutto dei loro colori: oggi c’è la tendenza a saturarli fino a renderli molto più intensi di quelli naturali, ma tra cinque anni potrebbe cambiare. Il bianco e nero è una costante intramontabile, ferma le immagini nel tempo, non racconta storie, ma mostra un istante; in più dà un forte senso di calma e, abbinato alla scelta di pubblicare le immagini a grandi dimensioni, rende il libro rilassante per l’occhio e la mente».
Cresciuto nel tranquillo villaggio di Sils Maria, Gian ha scoperto il suo amore per la fotografia lungo le rive del lago. Il suo desiderio di catturare la bellezza della valle dell’Engadina è sbocciato quando ha acquistato la sua prima macchina fotografica.
Dando continuità ai suoi studi nel marketing alla scuola alberghiera di Lucerna, Giovanoli aveva inizialmente intrapreso la carriera di fotografo commerciale proprio negli anni in cui, con l’avvento di piattaforme online come Booking e Tripadvisor, la comunicazione visiva dei servizi alberghieri diventava più che mai cruciale.
La sua esperienza divenne poi sempre più trasversale lavorando per numerosi clienti, riviste e aziende di spicco, specializzandosi in moda, sport e architettura. Nonostante oltre un decennio di lavoro a tempo pieno su vari progetti, Gian Giovanoli si è reso conto che la sua vera passione risiedeva altrove: la fotografia paesaggistica, dove la sperimentazione si mescola con l’esplorazione.
Desideroso di riconnettersi con le sue radici, Giovanoli ha aperto una sua galleria a Pontresina nel 2017, trasferendola poi a St. Moritz nel 2020. Uno studio in cui ha esplorato le varie sfaccettature e tecniche del mestiere, fondendo la moda con la fotografia naturalistica.
Oggi il suo lavoro è ricercato e Gian Giovanoli è rinomato soprattutto per le sue straordinarie fotografie paesaggistiche di grande formato in edizioni limitate, per le sue opere uniche che riflettono la cultura alpina e per la fotografia documentaristica di pastori nomadi ben oltre l’Engadina.
Un progetto nato 5 anni fa dallo spirito critico e creativo di Giovanoli a seguito della pubblicazione, col padre, di un libro di ricette Bap e Figl, realizzato con la conclusione del 2025, anno di svolta per l’IA: «Sentivo di dover cogliere il momento e di dare concretezza al mio progetto di pubblicare il primo libro di fotografie originali. Pubblicare un libro su carta oggi significa dare una data al proprio archivio, a differenza del digitale. Fissare come un momento storico, prima che l’IA possa far dubitare le persone dell’autenticità delle fotografie di natura».