I rilievi de I Bètin a Cavaione: salvaguardare un patrimonio rurale

È stato presentato lunedì 6 luglio nella Sala polifunzionale di Casa Besta a Brusio il lavoro compiuto dai futuri architetti, all’interno della tavola rotonda intitolata “Rilevare l’architettura vernacolare”.
Integrale 09.07.2026
11.07.2026
1 min
Gruppo di giovani studenti riuniti attorno a tavoli, impegnati in attività di studio e discussione, circondati da fotografie storiche.

Una ventina di studenti provenienti da diverse università svizzere d’architettura ha aderito a LAPIS (Laboratorio delle Arti per le Scienze) e si sono prodigati nel rilievo e nel disegno architettonico de “I Bètin” di Cavaione, il villaggio abbarbicato a monte di Brusio, con una storia davvero particolare fra annessioni territoriali tardive, vicende di confine e storie di contrabbando.

Il workshop, coordinato dallo studente valtellinese Riccardo Acquistapace, è durato quattro giorni con introduzione del territorio (visita ai Crott di Brusio, allo xenodochio di San Romerio, visita al complesso artigianale preindustriale Aino), approfondimento storico di Cavaione in un incontro curato dallo storico Fabrizio Lardi e il lavoro sul posto.

I giovani si sono impegnati a prendere le misure degli edifici e degli spazi del nucleo de “I Bètin”, non ancora indagato sotto questo punto di vista, con metri a nastro e metri-laser, e ridisegnando i rilievi su fogli di carta lucida con pennini in un lavoro a più mani.

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