In questi giorni è stata segnalata per la prima volta la presenza del gobione (Gobio gobio, appartenente alla famiglia Cyprinidae) nel lago di Poschiavo. Un pescatore della valle ha trovato una ventina di esemplari intrappolati nella nassa (un antico strumento di cattura per pesci di piccola taglia) che aveva posizionato in zona Botul per la cattura delle sanguinerole. Non riconoscendo il pesce si è subito informato e ha segnalato la cosa al guardapesca che ha confermato i sospetti.
Livio Costa, guardapesca e guardiano della selvaggina in Val Poschiavo, ha risposto ad alcune domande in merito per Il Grigione Italiano.
Il gobione è un pesce di piccole dimensioni spesso usato come pesce da esca al posto delle sanguinerole, soprattutto in Svizzera tedesca e in Ticino dove è largamente diffuso in laghi e stagni. È diffusa anche la sua detenzione in acquari come animale da compagnia. L'ipotesi è che sia stato portato da qualche turista ittico o da qualche acquariofilo che ha svuotato la propria boccia nel lago, ma rimane la certezza che la sua introduzione nel lago di Poschiavo si stata comunque di matrice umana.
Il tema è già stato annunciato al biologo responsabile dell'ufficio caccia e pesca, ma le direttive da rispettare sin da subito sono chiare: tutti gli esemplari che vengono catturati, nonostante la specie sia stata dichiarata autoctona dalla legge federale, non possono essere reintrodotti nell'ambiente, ma vanno segnalati ed eliminati.
«Dispiace molto – dice Livio Costa – perché il danno non è ancora quantificabile e potrebbe esserci un rischio, legato all'introduzione di pesci alloctoni in un ecosistema chiuso come il nostro, di portare batteri e malattie che possono intaccare le specie autoctone. L'appello a tutti i pescatori è di prestare attenzione, eliminare tutti gli esemplari catturati e segnalare».