Dieci anni di centri sanitari in Bregaglia e Valposchiavo

Nel 2016 sono nati il Centro Sanitario Bregaglia e il Centro Sanitario Valposchiavo. Keystone-ATS ha tracciato un bilancio a dieci anni di distanza e guardato alle sfide future.
14.07.2026
6 min
Vista panoramica delle montagne con una vallata e un edificio situato vicino a una strada e un fiume. Atmosfera nebbiosa e serena.
Il Centro Sanitario Bregaglia, nell'immagine, e il Centro Sanitario Valposchiavo sono coetanei. Entrambi sono nati nel 2016 e compiono quest'anno dieci anni. Secondo i vertici il sistema funziona.
© Keystone-ATS / Gian Ehrenzeller

Diverse concause hanno portato alla nascita dei due centri sanitari nelle vallate grigionitaliane.

In Bregaglia esisteva già un ospedale con funzione anche di casa di cura. Il Comune di Bregaglia, nato nel 2010, dovendo affrontare da solo i rischi legati alla gestione della struttura sanitaria, affidò ad un gruppo di lavoro la valutazione delle opzioni possibili. La struttura esistente necessitava solo di alcune modifiche ed estensioni, le relazioni con la valle e tra personale e popolazione sussistevano già da tempo e il servizio offerto dall'Associazione Spitex era attivo, sebbene autonomo. Il primo gennaio 2016, con l'approvazione degli abitanti in due assemblee, nacque l'attuale Centro Sanitario Bregaglia (CSB).

Pure in Valposchiavo fu la popolazione a dare il via libera alla costituzione del nuovo ente. Il 5 giugno 2016 la popolazione dei Comuni di Brusio e Poschiavo decise di riunire sotto lo stesso tetto la Casa anziani, l'Ospedale San Sisto e il servizio Spitex. Trascorsi i tempi tecnici per la realizzazione in concreto della struttura sotto il profilo giuridico e amministrativo, la nuova organizzazione entrò in funzione come Centro Sanitario Valposchiavo (CSVP).

La Valposchiavo e la Val Bregaglia, quindi, hanno giocato d'anticipo rispetto al nuovo assetto sanitario basato sulle regioni sanitarie entrato in vigore all'inizio del 2021. Il sistema prevede la divisone del territorio cantonale in 11 aree - le regioni sanitarie, appunto. Un modello che responsabilizza direttamente i Comuni. Le ultime linee guida in materia sanitarie, presentate dal Governo questa primavera, non fanno che rafforzare questo modello.

CSB, prima nuovo direttore e poi nuova ala

Ma a un decennio di distanza dalla nascita com'è messa la salute dei due Centri sanitari nelle vallate grigionitaliane?

Il presidente della Commissione d'amministrazione del CSB, Maurizio Michael, ha sottolineato quanto la fortuna abbia contato nel percorso per occupare i posti di primario e direttore. Quest'ultimo, Robert Bartczak, ha contribuito alla crescita della struttura. Entrato in carica nel 2019 assieme alla nuova direzione ha stabilito le priorità. Il servizio Spitex, non più volto al mero mantenimento dei costi, ma finalmente sulla stessa linea strategica di sviluppo del CSB, è decollato. L'infrastruttura dell'ospedale di Flin, obsoleta, ha ricevuto una nuova veste. La nuova ala ambulatoriale costata 15 milioni di franchi è entrata in funzione lo scorso dicembre.

Un importante passo evolutivo, sia per il presidente che per il direttore, è rappresentato dai sistemi digitali di documentazione, le applicazioni di telemedicina e i sistemi di supporto basati sull'intelligenza artificiale che snelliscono i processi e concedono un supporto più efficace alle decisioni mediche. "Il CSB è nel frattempo diventato attrattivo per un numero considerevole di medici consulenti di diverse discipline, grazie ai quali è stato possibile creare nuove opportunità diagnostiche e terapeutiche (tra cui anche la medicina complementare)", ha affermato Michael a Keystone-ATS.

Il CSB conta a fine 2025 130 dipendenti suddivisi su quasi 87 posti a tempo pieno. Il conto economico, presentato durante l'assemblea comunale di giugno, ha chiuso con un utile di oltre 1,1 milione di franchi nel 2025. Un risultato positivo inferiore però di quasi il 16% rispetto all'anno prima.

CSVP, fra decisioni difficili e soddisfazione

Pure in Valposchiavo il bilancio parla chiaro: l'utile ha superato i 2,6 milioni di franchi con ricavi in aumento del 3%. Redditività in crescita, quindi. La struttura patrimoniale è solida, forte di un capitale proprio pari al 77%, situazione che rende possibili gli investimenti. "L'esperienza è senz'altro positiva. Se guardiamo indietro, vediamo che chi non ha fatto questi passi adesso si trova in difficoltà", ha commentato il podestà di Poschiavo, Giovanni Jochum, che ricopre anche il ruolo di presidente del Consiglio di Fondazione del CSVP.

In questi dieci anni non sono mancate le difficoltà. "È stata dura durante il Covid e come conseguenza di quel periodo ci siamo resi conto di non poter più essere in grado di mantenere il servizio di maternità per l'impossibilità di avere tutto il personale specializzato richiesto. Non è pensabile mantenere in funzione 365 giorni su 365 per 24 ore al giorno un'équipe per 20 o 30 parti all'anno", ha spiegato Jochum. Il reparto maternità è stato chiuso nell'autunno del 2020. Una decisione molto sofferta secondo il podestà, "ma ha semplicemente anticipato le attuali linee guida che spingono verso soluzioni che diano maggiore sicurezza di qualità e numeri d'intervento più alti". Ad oggi esistono reparti maternità a Coira, Scuol, Samedan, Schiers, Ilanz e Davos.

Lo stesso approccio è stato applicato anche per il centro medico e farmacia, società private a sé stanti che hanno con il Centro Sanitario un rapporto di collaborazione: il CSVP affitta gli spazi del proprio edificio ai medici e alla farmacia. "Questo rende più facili e immediate le sostituzioni", ha affermato Jochum.

Mancano ancora dati ufficiali sul tasso di soddisfazione dei pazienti, mentre è già possibile ricavare quello dei dipendenti che da un sondaggio effettuato all'interno dell'azienda, è risultato ampiamente superiore all'80%. "Il ricambio del personale in effetti è molto basso", ha confermato il presidente del Consiglio di Fondazione. In totale lavorano 249 impiegati nel CSVP.

Uno sguardo al futuro

Sia in Val Bregaglia che in Valposchiavo il bilancio a dieci anni di distanza è lo stesso: il sistema funziona. "Per il futuro vedo grandi opportunità per il CSB, con una chiara attenzione all'efficienza e alla qualità", ha detto il direttore Robert Bartczak. Ma certo le sfide non mancheranno. "La pressione sui costi, requisiti normativi sempre più elevati, la carenza di personale qualificato in ambito medico-accademico e la crescente complessità del sistema sanitario richiederanno un continuo adattamento di strutture e processi da affrontare in modo aperto, proattivo, e responsabile. Il CSB dispone oggi dell'esperienza e delle competenze necessarie. Il reclutamento di medici rappresenta probabilmente la più grande sfida", ha continuato il direttore del CSB.

Il presidente del Consiglio di Fondazione del CSVP per il futuro rivolge lo sguardo oltre Bernina. "Dovremo tenere gli occhi bene aperti su quello che succede in Engadina e all'Ospedale cantonale di Coira, perché per alcune prestazioni specialistiche è a loro che ci rivolgiamo. Un'altra sfida molto importante per il futuro riguarda la casa anziani. Quella attuale sta funzionando in modo praticamente perfetto, ma ha più di quarant'anni e dovrà essere rifatta. È una sfida, appunto, un grosso investimento diciamo che si parla di decine di milioni di franchi, ma anche una grande opportunità per mantenere strutture al passo con i tempi e le richieste sanitarie sempre più esigenti".

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