Futuro del deposito ferroviario a Poschiavo: si decide nel 2027

In corsa la località a sud del Bernina, Samedan e Landquart. Per la valle grigionitaliana è in gioco un secolo di storia e 27 posti di lavoro.
16.02.2026
3 min
Un primo piano del muso di un treno rosso con il numero 52805, che mostra un emblema con un cavallo e colori blu e giallo, mentre sullo
Dove avverrà la manutenzione tecnica dei treni della Ferrovia retica in futuro? La domanda fa discutere in Valposchiavo, dove si teme un trasferimento del deposito, che da oltre un secolo si trova a sud del Bernina.
© Keystone-ATS / Gian Ehrenzeller

La Ferrovia retica sta ridefinendo la geografia della sua manutenzione tecnica. Il deposito storico di Poschiavo (GR), attivo da oltre un secolo, potrebbe perdere il proprio ruolo centrale entro la fine del decennio. Tre opzioni sono sul tavolo: l'ampliamento in loco, lo spostamento a Samedan (GR), nel cuore dell'Engadina, o la concentrazione a Landquart (GR). Una decisione definitiva è attesa al più tardi nel 2027.

Il nodo non nasce da difficoltà economiche, bensì dal successo inatteso della linea del Bernina, inserita nel patrimonio UNESCO e meta del Bernina Express. L'aumento del traffico passeggeri richiede nuovi convogli - più lunghi e numerosi - e l'introduzione di una cadenza semioraria. Conseguenza inevitabile: servono spazi di manutenzione più ampi per il deposito valposchiavino, dove oggi lavorano 27 persone.

"Più veicoli significano logicamente anche più infrastrutture di officina", ha confermato la portavoce della FR, Yvonne Dünser, a Keystone-ATS. L'azienda sta valutando se ampliare la sede esistente, individuare un nuovo sito in Valposchiavo o potenziare le strutture di Samedan. Landquart resta un'opzione strategica per la concentrazione degli interventi più complessi.

Poschiavo: valore storico ed economico a rischio

Per la Valposchiavo, la posta in gioco va oltre la logistica ferroviaria. "La ferrovia ha gettato le basi dello sviluppo economico della valle", ricorda il podestà Giovanni Jochum, sottolineando 115 anni di rapporti continui tra il territorio e la ferrovia. Oggi la FR rappresenta non solo un datore di lavoro diretto, ma anche un committente per ditte locali, oltre che un'opportunità formativa per giovani apprendisti.

"Poter assicurare la manutenzione completa a Poschiavo sarebbe molto importante", afferma Jochum. Significherebbe non solo conservare i 27 posti esistenti, ma anche crearne di nuovi e garantire percorsi formativi sul territorio. Al contrario, uno spostamento dell'officina ridurrebbe sensibilmente il peso strategico della valle nella gestione operativa della FR, con ricadute sul valore aggiunto diretto e indiretto generato dall'azienda.

Prudenza aziendale sulle ricadute occupazionali

Interrogata sulla politica nei confronti dei lavoratori in caso di trasferimento, la FR mantiene un profilo cauto: "La domanda è molto speculativa, motivo per cui non prendiamo posizione al riguardo". L'azienda ribadisce che la fase attuale è dedicata esclusivamente alla valutazione tecnica delle varianti, prima di qualsiasi passo definitivo.

La decisione attesa entro il 2027 non riguarderà soltanto l'allocazione del magazzino e binari di ricovero. Determinerà la distribuzione futura di competenze specializzate, investimenti pubblici e opportunità professionali tra le valli grigionesi. Poschiavo punta sul legame storico e sulla volontà del Comune di sostenere con "mezzi sensati" la permanenza del deposito. "Dal mio punto di vista - conclude il podestà Jochum - il Comune, entro certi limiti, deve fare tutto ciò che è possibile e sensato per far ricadere la scelta della Ferrovia retica su Poschiavo".