Un pomeriggio originale e coinvolgente ha animato il territorio di Brusio domenica 19 aprile, inaugurando la rassegna “Sconfini” con un’esperienza immersiva nel mondo vegetale, capace di unire natura, musica e riflessione.
Protagonisti indiscussi della giornata sono stati gli alberi, osservati e “ascoltati” in una prospettiva inedita.
Il ritrovo, alle ore 14.00 al viadotto di Brusio, ha dato avvio a una passeggiata speciale. L’introduzione si è svolta tra i castagni, dove Paolo Tognina ha aperto l’incontro con un discorso ricco di significato. Al centro del suo intervento, il celebre cedro di Brusio, situato lungo la via principale vicino alla chiesa riformata: un albero simbolo del paese, la cui storia risale al 1900, quando una ricevuta documenta l’acquisto di una piccola piantina per 4,50 CHF. Cresciuto fino a diventare un simbolo iconico del paese, il cedro ha celebrato lo scorso anno i suoi 125 anni. Paolo Tognina ha inoltre richiamato l’attenzione sull’importanza di questo incontro, anche alla luce del recente incendio sulla montagna alle spalle del paese, sottolineando il ruolo fondamentale degli alberi per la protezione e la bellezza del territorio. Non sono mancati i ringraziamenti a chi ha reso possibile l’iniziativa: Serena, Giovanni, Thomas e Vilma.
Serena Visentin, ideatrice delle “passeggiate sonore”, ha spiegato ai numerosi presenti come, grazie ad un piccolo apparecchio dotato di elettrodi, sia possibile rilevare l’impedenza elettrica delle piante e trasformarla in suoni tramite un’applicazione. Nasce così quello che viene definito il “canto degli alberi”: una melodia unica e imprevedibile, che varia a seconda della specie, della stagione e persino dell’interazione con l’ambiente. Alcune piante suonano solo se toccate, altre soltanto in determinati periodi dell’anno, mentre altre ancora rimangono silenziose. “Ogni volta è una sorpresa, una scoperta” ha raccontato Serena Visentin, sottolineando anche quanto il mondo vegetale sia essenziale: “Noi non potremmo essere qui senza le piante”.
A seguire, Vilma Tognini ha introdotto il tema della giornata leggendo una poesia di Vasco Brondi “ascoltare gli alberi”. La sua voce, intensa e coinvolgente, ha saputo mantenere viva l’attenzione dei partecipanti, creando un dialogo continuo tra parola e natura. La lettura di Vilma ha accompagnato l’intero percorso con poesie e racconti letterari, proponendo testi di Jon de Precy, Antonio Moresco, Henry David Thoreau e molti altri, scelti appositamente per le diverse tappe da Serena Visentin e Giovanni Ruatti. La passeggiata si è articolata lungo il tragitto con momenti successivi di sosta e ascolto.
Nel frutteto “Frutti per tutti”, i partecipanti hanno potuto ascoltare il suono di un fico e di un melo, mentre in Piazzetta Misani è stato ricordato come – per restare in tema – dal “seme” di un’idea di Pietro Misani sia germogliato un progetto che prenderà forma con l’imminente apertura del museo del Tabacco. Qui, Thomas Rohrer, musicista di Poschiavo legato al Brasile, ha arricchito l’esperienza sonora presentando la rabeca, uno strumento a corde della tradizione brasiliana, con l’interpretazione del brano “Il silenzio degli alberi” di Nelson da Rabeca.
Davanti alle scuole è stato possibile ascoltare il canto di una betulla e quello di un acero, confermando la varietà delle espressioni del mondo vegetale.
Il momento conclusivo si è svolto presso la chiesa riformata, dove il grande cedro ha regalato ai presenti un “canto” profondo e coinvolgente.
All’interno, il pastore Paolo Tognina ha accompagnato la riflessione con richiami ai testi biblici: già nella Genesi, è stato ricordato, alberi e semi occupano un posto centrale nel racconto della creazione. La musica è poi proseguita con Thomas Rohrer che ha suonato la radice – scultura in legno di Marco Zala (Nonu) - e Philip Somervel all’organo, in un’atmosfera suggestiva e raccolta.
La giornata si è poi conclusa all’aperto con un rinfresco dolce e salato a base di erbe spontanee preparato da Mariagrazia Marchesi, in perfetta continuità con il filo conduttore dell’evento: il legame profondo tra natura, musica e nutrimento.
Più che una semplice passeggiata, l’iniziativa si è rivelata un un’esperienza molto introspettiva, un invito a rallentare, ascoltare e lasciarsi sorprendere dalla natura come presenza viva, non come semplice sfondo.