160 anni fa la prima ascesa al Pizzo Cengalo

L'impresa, portata avanti da due alpinisti britannici e una guida di Chamonix, avvenne negli anni d'oro dell'alpinismo.
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Maestose montagne con cime rocciose e ghiacciai, circondate da alberi verdi sotto un cielo parzialmente nuvoloso.
La cima del Pizzo Cengalo è stata conquistata esattamente 160 anni fa, il 25 luglio del 1866. Un periodo che viene denominato come "gli anni d'oro dell'alpinismo".
© Keystone-ATS / Gian Ehrenzeller

Le prime vie aperte sulle cime delle montagne sono le più semplici per gli scalatori, man mano si trovano delle varianti e aumenta la complessità. La via compiuta dal londinese Douglas Freshfield e C. Comyns Tucker del Devonshire con la guida francese François Dévouassoud il 25 luglio di 160 anni fa è per l'appunto chiamata la normale del versante sud del Cengalo e passa per gande, rocce rotte e neve. Per la tratta, caratterizzata da cengie, caminetti e traverse, all'epoca si usavano solo piccozza, corda e qualche chiodo.

Dalla paura al fascino per le vette

Per diversi secoli le vette delle montagne venivano evitate, perché avvolte da saghe e leggende con demoni come protagonisti. Fu il periodo dell'Umanesimo, si legge sul Dizionario storico della Svizzera (DSS), ad aprire la strada a prime forme di alpinismo.

Con l'avvento del turismo nel corso della seconda metà del 19esimo secolo si sviluppò anche l'alpinismo moderno. La prima ascesa al Pizzo Cengalo cavalca l'onda dei cosiddetti anni d'oro dell'alpinismo, un'epoca che iniziò nel 1855 con la prima scalata della Punta Dufour. E anche in quel caso alla guida della spedizione c'era un alpinista inglese. Nel 1857 alcuni scalatori britannici fondarono il British Alpine Club, "primo esempio di club al mondo per lo scambio di esperienze in montagna relative soprattutto alla Svizzera", continua il contributo sul DSS. Nel 1863 nacque poi il Club Alpino Svizzero.

Non solo inglesi a scalare il Cengalo

Ma torniamo in Bregaglia. Dagli anni d'oro dell'alpinismo la tipologia dei percorsi sul Pizzo Cengalo è mutata a causa di una maggiore presenza di roccia e una sempre minore presenza di ghiaccio. Renata Rossi, prima donna guida alpina in Italia e fra le prime in Europa, nomina altre vie del Cengalo; la classica è il pilastro nord-ovest - conosciuta col nome Gaiser Lehmann -, sul versante sud lo spigolo Vinci.

"Una tra le più belle ascensioni è stata quella sul versante nord del Cengalo, la parete più alta delle Alpi retiche, in 12 ore e con la luna piena: era il primo gennaio del 1988", ricorda la guida.

In Bregaglia sono stati molti gli scalatori che hanno affrontato il Cengalo fino alla vetta a 3'369 metri di quota: Arturo e Guido Giovanoli, Siffredo Negrini, Graziano Alberti, Vittorio Scartazzini, Gian Clá König e le storiche guide alpine Adolfo Salis, Bruno Hofmeister e Roberto Vetch. Molti anche gli appassionati di storia dell'alpinismo, tra cui Arnoldo Giacometti.

Il gigante di granito è diventato famoso a livello mondiale nell'agosto del 2017, quando oltre tre milioni di metri cubi di roccia si staccarono dalla montagna. Otto escursionisti rimasero vittime della frana. Le colate detritiche, verificatesi dopo il distaccamento, causarono ingenti danni al fondovalle.