Il prossimo weekend a Meduno ci saranno i World Masters Running Championships 2025 – i mondiali Masters di corsa in montagna – a cui parteciperanno atleti da almeno 16 Paesi di ogni continente in tre distinte gare: uphill, long distance e classic.
In questo calderone di nazionalità e tipologie di corsa in montagna, anche la Valposchiavo avrà una rappresentanza speciale: Carlo Cortesi, che correrà con la Nazionale Svizzera nella gara di long distance, categoria M35.
In vista della sua partecipazione a questo importante evento – ultimo step di una giovane, ma già brillante carriera sportiva – lo abbiamo intervistato per voi.
Carlo, la corsa in montagna: una passione scoperta nella primavera del 2023 e partita subito col botto.
Ci risulta che hai cominciato da poco – due anni per l’appunto –: è sorprendente arrivare a questi risultati così in fretta. Prima che cosa facevi? Praticavi qualche altro sport a livello agonistico?
No, non ho mai fatto altri sport, ma mio padre ha sempre incoraggiato me e i miei fratelli, sin da bambini, a vivere appieno la montagna.
Ci portava a fare scialpinismo e, vedendo anche la nostra predisposizione per la corsa in montagna, forse è stato il giusto imprinting, ma non abbiamo mai fatto sport agonistici o partecipato a gare.
Ho praticato per un periodo la caccia e, ottenuta la licenza con mio fratello, di nuovo abbiamo avuto modo di vivere la montagna. Negli ultimi anni ho sospeso la caccia alta e praticato solo quella bassa, ma da quest’anno ho deciso di sospenderle entrambe per dedicare più spazio alla famiglia. Mi sono reso conto che da qualche parte devo “rallentare”.
Qualificato per i Mondiali over35 di corsa in montagna. Confermi la tua partecipazione?
In realtà non è una qualifica; è una storia “buffa” quella di come mi sono iscritto: come succede a tutti, mi era comparsa una notizia sul mio telefono sulla base della mia passione e dei miei interessi. La categoria Master mi ha incuriosito e quindi mi sono informato, scoprendo così che le iscrizioni erano aperte a tutti, a condizione di essere confermati dalla propria nazionale.
All’epoca non sapevo nemmeno ne esistesse una in Svizzera, ma dopo diverse ricerche ho mandato una e-mail – in realtà più di una –. Sono stati molto gentili nel rispondermi che, nonostante le iscrizioni fossero già chiuse, mi avrebbero valutato sulla base dei risultati che avevo raggiunto fino a quel momento. Dopo qualche tempo, mi hanno ricontattato per dirmi che era stata confermata la mia presenza nel team Swiss Master Running, che fa parte dell’associazione Swiss Athletics nella delegazione svizzera amatoriale.
Come ti stai preparando?
Avendo un lavoro full time e a turni come macchinista alla Ferrovia Retica, riesco normalmente a fare 10-15 ore alla settimana di corsa e bici. Dipende dalle necessità stagionali e dalle gare: nei mesi primaverili, il periodo pregara, detto anche di carico, è più intenso e, con marzo aprile e maggio, aumento i volumi – il totale delle ore impiegate negli allenamenti – arrivando a fare anche 7000-8000 metri di dislivello settimanale. In quella fase è importante abituarsi a carichi importanti.
Invece, durante i periodi di gare, faccio massimo 10 ore settimanali scaricando i volumi, ma non le intensità, per permettere al mio organismo di recuperare tra una gara e l’altra. Quest’estate ne ho fatta una ogni due settimane circa.
Mi è dispiaciuto molto non fare la Skyrace Valmalenco Valposchiavo perché era proprio “di casa”, ma era troppo a ridosso dei Mondiali di sabato.
Quest’inverno ho partecipato a una gara su strada a Bergamo (10km) e a una mezza maratona a Bologna – la mia prima in assoluto –; preferendo la corsa su strada, che grazie al terreno piano e asfaltato è più costante, ho potuto allenarmi correggendo al meglio i miei movimenti per limitare gli sprechi di energia e rendere la corsa più economica a livello energetico.
Adesso che sono nella settimana che precede la gara, il volume si abbassa anche a 4 ore totali in modo tale da non caricare troppo il corpo – ovvero fare overtraining –, lasciarlo riposare e scaricare tra una prestazione e l’altra.
Sei seguito o ti prepari da solo? Come ti sei informato inizialmente riguardo all’alimentazione e alla tecnica?
All’inizio mi sono informato su internet, ma sempre prendendo quanto leggevo “con le pinze”. Dopo il 5º posto alla Engadin Ultratrail 23K, nel luglio 2023, ho iniziato a leggere dei libri e a confrontarmi con altre persone sul tema: ho capito, quindi, che non bastava solo iniziare a correre, ma serviva rivoluzionare e strutturare lo stile di vita. Ho ricevuto molti consigli sugli allenamenti anche dal ciclista professionista valposchiavino Matteo Badilatti.
Da marzo di quest’anno sono seguito da un allenatore per avere una marcia in più e, anche a seguito di un aumento di volumi, vedo i risultati: sono seguito da Roberto Delorenzi, fondista svizzero, tra i top runner al mondo e laureato in Scienze motorie.
Delorenzi tara gli allenamenti sulla base dei miei feedback: finché sono positivi aumenta o mantiene il carico, in alternativa formula dei piani più giusti, perché i fattori da contemplare sono molteplici e la performance non è mai la stessa.
In generale la fase di recupero è indispensabile, quasi più importante dell’allenamento. Nel periodo estivo, con le notti calde è importante riuscire comunque a riposare e, in qualsiasi caso, ascoltare il proprio corpo e rispettarlo.
All’inizio mi ricordo che cercavo di vedere i miglioramenti a brevi intervalli, ma ora li noto sul lungo periodo: ci sono atleti che all’inizio ammiravo – e che ammiro tutt’ora – e mi sembravano irraggiungibili, e che invece, in alcuni casi, ho addirittura superato: ad esempio durante la DoppiaW 2025, dove sono arrivato secondo a un minuto da Bonaldi con cui, in un tratto percorso insieme, ho fatto conoscenza.
La corsa ha contribuito al tuo legame con la Valle? Quando ti alleni ti costruisci dei circuiti o ti lasci guidare dal territorio?
Certo. Mi piace partire da casa e tornare a casa con i miei piedi. Trovo che prendere l’auto per raggiungere appositamente dei posti sarebbe già troppo macchinoso.
Non vado a caso, sono meticoloso: se è per un allenamento classico ormai so a memoria quei tragitti che mi riportano a casa senza interruzioni, invece, se ho da preparare una corsa di 30 o più chilometri, me li preparo sempre in anticipo. La Valle permette di provare qualsiasi terreno e condizione in base alle necessità: dal dislivello al piano verso il lago.
Ad esempio ho simulato in Valle la gara dei Mondiali di sabato: 34km con 1800m di dislivello su tre salite.
Ti posso fare gli auguri per la tua prossima gara? O come per la stagione venatoria è meglio l’“in bocca al lupo”?
Crepi! Gli auguri per la corsa vanno benissimo.
Nella voce di Carlo al telefono, per tutta la durata dell’intervista, era tangibile non solo una notevole consapevolezza di sé data dalla disciplina, ma anche una profonda riconoscenza nei confronti di chi lo sostiene. Durante l’intervista ha, infatti, ripetuto in più occasioni che i risultati arrivano grazie a tanta forza di volontà e a tanti sacrifici, non solo suoi, ma di tutta la famiglia che lo appoggia e lo sostiene in questa sua “nuova” passione.