InfoGrigione si schiera contro l’iniziativa «200 franchi bastano»

No all’impoverimento dell’informazione, allo smantellamento della democrazia e a costi nascosti derivanti destinati a ricadere sui contribuenti.
29.01.2026
2 min
Foglietti colorati con il testo "No Signal" e dettagli sull'iniziativa "200 franchi bastano", datati 7 febbraio 2024. Design grafico con linee

La democrazia, in particolare quella diretta, funziona esclusivamente se può appoggiarsi su un sistema di divulgazione delle informazioni di qualità. In questo senso la Svizzera ha dimostrato da sempre di essere non solo un precursore dei tempi, ma anche un baluardo della democrazia ammirato da tutte quelle persone che ci invidiano il nostro sistema e ne comprendono la capacità di assicurare anche alle minoranze non solo gli stessi diritti, ma anche le medesime opportunità. Ne è un esempio calzante, a testimonianza di tale attenzione alla salvaguardia delle caratteristiche regionali e democratiche, il progetto gri.media, che ha assicurato non solo un futuro a quattro realtà mediatiche regionali, ma ha anche garantito alla popolazione la possibilità di usufruire di un’informazione di qualità.

L’iniziativa «200 franchi bastano» mette in pericolo proprio questo sistema, minacciandone la capacità di soddisfare le esigenze necessarie affinché la nostra democrazia diretta possa funzionare in maniera egualitaria per tutti. Considerando che l’iniziativa vorrebbe garantire lo stesso servizio con una cifra pari a quasi la metà di quella oggi disponibile, è evidente che le soluzioni percorribili siano riconducibili unicamente alla centralizzazione dell’offerta, alla rinuncia di quei servizi che non rendono – e che molto spesso, anche se non lo si dice apertamente, vanno a discapito delle periferie e delle minoranze – e, non da ultimo, alla perdita di qualità dell’informazione. L’informazione di qualità, quella che garantisce la pluralità di opinione, rischierebbe così di diventare un bene a esclusiva disposizione di chi può permetterselo. Risistemare tale squilibrio richiederebbe un impiego di risorse pubbliche superiore a quanto oggi si promette di far risparmiare ai contribuenti.

In un momento tanto delicato per l’informazione e per la democrazia, lasciare che il potere cada quasi esclusivamente nelle mani di aziende e singole persone private è un errore che la nostra democrazia non può permettersi di commettere. Il panorama mediatico svizzero ha assolutamente bisogno di media privati forti, ma anche di un servizio pubblico all’altezza. La contrapposizione tra questi due settori dell’informazione rappresenta una delle principali garanzie per difenderci da un sistema di notizie fasulle e costruite ad arte per influenzare e minare il nostro sistema democratico.

InfoGrigione è consapevole che 200 franchi non possono bastare e invita la popolazione a bocciare questa inopportuna iniziativa.

Per InfoGrigione
Il presidente Maurizio Michael e il segretario Antonio Platz