Criminalità organizzata, le opinioni dei partiti politici

La criminalità organizzata preoccupa i partiti grigionesi. Dopo il caso di Roveredo, l'UDC propone di seguire la via del Ticino, ovvero di richiedere un estratto del casellario giudiziale a chi richiede un permesso di soggiorno.
27.05.2026
5 min
Agente di polizia in uniforme nera, con un'arma lunga in mano e vari strumenti sulla cintura. Sullo sfondo si vedono altri membri della polizia in uniforme.
In un'operazione internazionale antidroga a fine febbraio sono state arrestate quattro persone con permesso di dimora a Roveredo, sospettate di legami con camorra e ’ndrangheta. Da allora la questione della criminalità organizzata tiene banco nei Grigioni. (immagine simbolica).
© Keystone-ATS / Gian Ehrenzeller

La criminalità organizzata è irrotta nel dibattito politico dopo l'arresto, a fine febbraio, di quattro persone con diritto di dimora a Roveredo, sospettate di legami con camorra e ’ndrangheta. Dapprima il Municipio di Roveredo ha spedito direttamente al Governo retico delle lettere con richieste di chiarimenti. La questione è anche approdata in Gran Consiglio nell'ultima sessione d'aprile. Allora il Consigliere di Stato Peter Peyer (PS) aveva comunicato l'introduzione dell'autodichiarazione per chi richiede un permesso B. Da metà maggio i richiedenti devono dichiarare se esistono precedenti penali o se ci sono procedimenti in corso.

Un sondaggio fra i partiti cantonali, condotto da Keystone-ATS, mostra che il tema preoccupa e che i mezzi a disposizione al momento non bastano.

UDC: vuole seguire il Ticino

Da destra si alzano voci di sgomento. In pochi giorni il partito ha inviato due comunicati stampa. La seconda volta a seguito delle ricerche della trasmissione "Falò" della RSI, che hanno portato alla luce nuovi sviluppi nella vicenda di Roveredo. Non quattro, bensì sei persone risulterebbero coinvolte nelle indagini internazionali.

L'UDC vede l'autodichiarazione come una "mera mossa politica simbolica", si legge in un recente comunicato. Per combattere la criminalità organizzata il partito stila una lista di richieste a Coira. Fra queste anche quella di adottare la prassi del Ticino, che da dieci anni chiede un estratto del casellario giudiziale per il rilascio dei permessi di dimora. Inoltre chiede anche di aumentare le risorse di personale nell'Ufficio cantonale della migrazione e del diritto civile, nel Registro di commercio e nella Polizia cantonale. "Questi investimenti si ripagheranno da soli, perché prevengono danni all'economia e alle casse pubbliche", continua la nota.

Verdi: casellario giudiziale negli hotspot

I Verdi Grigioni si vedono possibilisti sull'introduzione della richiesta di un estratto del casellario giudiziale. Non ovunque però. "Nelle aree sensibili come la Mesolcina avrebbe senso e noi lo accoglieremmo con favore", ha dichiarato la presidente del partito, Anita Mazzetta. Secondo la politica l'autodichiarazione per i permessi di dimora non serve a nulla per le persone che sono altamente criminali. È quindi necessario agire non solo a livello cantonale, ma anche nazionale con degli adeguamenti legislativi. "La Svizzera ha bisogno di una strategia più decisa contro la mafia e di un monitoraggio sistematico dei dati finanziari e fiscali da parte delle autorità di perseguimento penale", ha continuato Mazzetta. Oltre a ciò sono necessarie più risorse a Coira e a Berna.

Centro: analizzare misura del casellario

"Se la richiesta del casellario giudiziale consentirà di combattere in modo più efficace la criminalità organizzata, rispettando i principi dello Stato di diritto, si devono valutare le misure necessarie", ha risposto il presidente del Centro, Kevin Brunold. Anche le possibili ripercussioni negative sulle imprese grigionesi vanno prese in considerazione. L'introduzione dell'autodichiarazione viene vista come un elemento per combattere il crimine, ma non sostituisce i controlli e azioni penali efficaci. Il Centro sostiene che con le sue risposte il Governo abbia riconosciuto il problema. Fondamentale, secondo Brunold, sarà la verifica degli strumenti esistenti e un miglioramento della cooperazione fra autorità federali e cantonali.

PLR: da Coira manca sensibilità per il sud

Secondo il presidente dei liberali radicali, Maurizio Michael, la richiesta di un estratto del casellario giudiziario "crea una falsa sicurezza" e causa ulteriore burocrazia per chi invece lavora in modo corretto. "Il caso di Roveredo dimostra che abbiamo un'organizzazione inadeguata per combattere questo fenomeno", ha aggiunto Michael. Per il liberale radicale è necessario capire come funziona il crimine organizzato, ad esempio guardando all'Italia, in modo da attrezzarsi con gli strumenti giusti per combatterlo. Il presidente del partito non elenca misure concrete. Accenna però a un elemento che manca nella politica cantonale attuale: una sensibilità verso le regioni del sud. "C'è un problema di distanza di mentalità e di approccio a questi temi", ha affermato Michael.

PS: via giusta con le misure cantonali

Per i socialisti gli strumenti presentati dal Governo cantonale vanno nella direzione giusta. La richiesta sistematica del casellario giudiziale viene invece bocciata. "È una misura che contrasta con l'accordo sulla libera circolazione delle persone", ha commentato Julia Müller. Secondo la presidente del PS grigionese è assolutamente necessario elaborare una strategia nazionale, intercantonale e internazionale. La coordinazione fra i vari enti e uffici è la chiave per combattere questo fenomeno. È necessario, secondo Müller, seguire con coerenza il piano nazionale presentato nel dicembre del 2025 per la lotta alla criminalità organizzata.

Verdi liberali: priorità sugli scambi di informazioni

Il partito guidato da Géraldine Danuser vede come priorità un miglioramento dello scambio di informazioni tra i Cantoni e la Confederazione. Ciò comprende anche una chiara definizione delle competenze e la collaborazione fra autorità comunali, quelle responsabili della migrazione e della sicurezza. I Verdi liberali definiscono l'autodichiarazione introdotta a metà maggio una misura utile, "perché perlomeno offre ulteriori possibilità d'intervento in caso di dichiarazioni false o di omissione intenzionale di informazioni rilevanti". Ulteriori misure devono essere in linea con lo Stato di diritto e devono essere praticabili. L'esperienza del Canton Ticino va quindi analizzata con attenzione.

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