Blitz antidroga, informazioni dal Ticino a permessi rilasciati

Il rilascio dei permessi di soggiorno alle persone arrestate a seguito dell'operazione antidroga fra Svizzera, Italia e Francia - 4 delle quali domiciliate a Roveredo - era conforme al diritto. Le informazioni dal Ticino sui precedenti criminali sono arrivate solo dopo.
01.04.2026
5 min
Panoramica di un paesaggio urbano con case colorate e strade che si snodano tra colline verdi e alberi autunnali.
Quattro delle sette persone arrestate a seguito di un'operazione antidroga condotta tra Italia, Francia e Svizzera avevano un permesso di dimora a Roveredo nei Grigioni. Secondo il Dipartimento grigionese di giustizia, sicurezza e sanità il rilascio dei permessi era conforme al diritto. (immagine d'archivio).
© Keystone-ATS / Gian Ehrenzeller

Dagli accertamenti del Dipartimento è emerso che le decisioni dell'Ufficio della migrazione e del diritto civile (UMDC) dei Grigioni erano chiare e conformi al diritto, si legge oggi in un comunicato.

Non solo il Canton Ticino, ma pure l'Ufficio federale di polizia (fedpol) si è rivolto all'UMDC dopo che il permesso era stato rilasciato. "Secondo la valutazione dell'UMDC, in quel momento non si giustificava una revoca del permesso. Ciò avrebbe potuto compromettere le indagini in corso della fedpol", continua la nota. Attualmente l'UMDC, in accordo con la fedpol, sta valutando la possibilità di revocare il permesso di dimora alle quattro persone interessate.

I fatti

Più di un mese fa in un'operazione internazionale antidroga sono state arrestate quattro persone su territorio francese e tre su quello italiano, tutte legate alla camorra e alla 'ndrangheta. Quattro di esse avevano un permesso di dimora a Roveredo in Mesolcina. La notizia era stata anticipata dalla RSI ed è stata confermata a Keystone-ATS dal vicesindaco di Roveredo, Decio Cavallini. Si tratta di un 52enne italiano, due membri della sua famiglia e una quarta persona, cittadino dell'Unione europea.

L'ex capo della Gendarmeria ticinese e il resto del Municipio hanno inviato una lettera al Governo grigionese avanzando diverse richieste. Fra queste quella di chiarire come fosse possibile che una persona ritenuta troppo rischiosa per il Ticino, venisse invece accolta a Coira.

Per rilasciare i permessi di dimora nei Grigioni e nel resto dei Cantoni, a differenza del Ticino, non vengono richiesti sistematicamente gli estratti del casellario giudiziale ai cittadini dell'Unione europea. Non è quindi possibile sapere se i richiedenti abbiano dei precedenti penali.

La risposta al Comune di Roveredo

Stamane il Consigliere di Stato grigionese Peter Peyer (PS), assieme ai capi di diversi uffici cantonali, ha fatto chiarezza su questo punto durante una conferenza stampa. Il 52enne ha fatto richiesta per un permesso di soggiorno nel 2019. Le autorità ticinesi l'hanno rifiutata a causa dei precedenti penali della persona. In seguito la decisione è stata contestata.

Nel 2021 l'uomo ha presentato domanda a Coira, questa è stata accolta. Solo nel 2022 il tribunale ticinese ha rifiutato il reclamo del richiedente. Il Canton Ticino ha annotato la necessità di ulteriori accertamenti nel sistema federale d'informazione sulla migrazione nell'aprile del 2022. Un giorno dopo ha informato anche l'Ufficio retico della migrazione. Dopo nuovi esami e valutazioni le autorità grigionesi non hanno ritenuto necessario adottare delle misure.

Nel 2022 il permesso è stato rilasciato anche al figlio del 52enne. Secondo lo scritto inoltrato al Comune di Roveredo, non vi erano indizi che indicassero una minaccia alla sicurezza. L'UMDC era in possesso solo del casellario giudiziale della compagna dell'uomo, in quanto cittadina di uno Stato terzo. La quarta persona ha richiesto il permesso direttamente al Comune di Roveredo e ha inoltrato il suo casellario giudiziale del Paese d'origine, da cui non risultavano però precedenti penali.

Non è dato sapere al momento dove si trovino le quattro persone arrestate. "Esse hanno ancora un permesso di dimora a Roveredo", ha confermato stamattina il capo dell'UMDC, Niculin Mosca. Con il procedimento in corso è possibile che vengano alla luce prove penali che serviranno per ritirare il permesso B nei Grigioni.

Su un possibile cambio di prassi nel rilascio dei permessi, il Canton Grigioni sembra non voler modificare rotta. Nello scritto indirizzato la Municipio mesolcinese scrive infatti: "Nemmeno una verifica sistematica del casellario giudiziale può impedire che persone con un profilo di rischio elevato eleggano il proprio domicilio in Svizzera".

La mancanza di risorse

Il Consigliere di Stato Peyer ha sottolineato più volte quanto la criminalità organizzata sia complessa. "Ci mancano le risorse necessarie per combatterla", ha dichiarato il direttore del Diparimento di giustizia, sicurezza e sanità. Secondo il comandante della polizia cantonale attualmente una quindicina di persone si occupano del campo della criminalità economica, quella legata all'acquisto di stupefacenti e al riciclaggio di denaro. "Abbiamo una dotazione scarsa", ha affermato il comandante Walter Schlegel. "Per agire con più forza è necessario un intervento legislativo. La visione sarebbe di ottenerne una simile a quella già esistente nel settore della lotta al terrorismo".

Anche le cifre riguardanti la migrazione danno un'idea della situazione. L'UMDC gestisce oltre 70'000 permessi di dimora per cittadini dell'UE/AELS. Undici persone si occupano di questo ambito, ha spiegato il capo ad interim dell'UMDC, Philipp Sigron. Solo nel 2025 l'ufficio ne ha rilasciato oltre 21'000, la maggior parte dei quali erano permessi C.

Per potenziare le risorse a disposizione è necessaria una decisione da parte del Gran Consiglio, ha spiegato Peyer, aggiungendo che un aumento delle risorse andrebbe fatto su larga scala e non solo in un singolo ufficio.

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