È quanto emerso, dopo l'incontro di Pontresina, nel corso di un'altra riunione del Comitato di Pilotaggio, svoltasi lunedì 30 marzo a Piuro, che ha confermato la volontà di dare continuità al lavoro avviato e di rafforzare un modello di cooperazione istituzionale stabile e strutturato tra i territori coinvolti.
Nel corso dell’incontro è stato ribadito il ruolo centrale del Comitato di Pilotaggio – composto, per la Svizzera, dai sindaci di Poschiavo, Pontresina e Bregaglia Giovanni Jochum, Nora Saratz Cazin e Fernando Giovanoli e, per l’Italia, dal Presidente della Provincia di Sondrio Davide Menegola e dai consiglieri provinciali Omar Iacomella e Stefania Stoppani – non solo come organo di indirizzo, ma come primo esempio concreto di governance condivisa tra territori che, pur appartenendo a due Stati diversi, hanno l'obiettivo di riconoscersi come un’unica comunità.
Proprio il tema della governance è stato di nuovo al centro del confronto. L’obiettivo del progetto non è infatti solo quello di limitarsi alla realizzazione di singole azioni, ma quello di costruire regole di ingaggio e modalità operative comuni che possano dare continuità alla cooperazione anche oltre la durata del progetto stesso. In questo senso, Regio Retica punta a distinguersi rispetto alle prime esperienze Interreg, che pur avendo mobilitato risorse rilevanti, si sono spesso concentrate su interventi puntuali, limitati alle aree di confine, senza una visione strategica complessiva, anche in virtù di come i progetti transfrontalieri erano stati concepiti al loro inizio.
L’approccio adottato, nel corso degli anni, è sostanzialmente evoluto e cambiato. Partendo da un’analisi condivisa dei dati, dei bisogni e delle criticità dei territori ed estendo le aree di intervento, l'obiettivo è proprio quello di costruire, attraverso un approccio diverso, risposte concrete e strutturali. In questa direzione si inserisce il progetto Regio Retica che, con il lavoro del Gruppo di Analisi, avviato con l’obiettivo di verificare, allineare e integrare le informazioni disponibili tra parte italiana e svizzera, mira a dare una lettura comune delle esigenze e orientare in modo efficace le scelte future.
Accanto al lavoro di impostazione strategica, il Comitato ha dato impulso anche ad alcune azioni operative già calendarizzate. In particolare con due due incontri tecnici: uno dedicato al coordinamento dei servizi di emergenza e urgenza tra il sistema italiano (AREU – 112) e quello svizzero (144) e l'altro, in programma il prossimo il 15 aprile, a Chiavenna, per definire in modo concreto il tema della segnaletica transfrontaliera lungo assi viarie e passi alpini.
Due esempi tangibili di come la cooperazione possa tradursi in servizi più efficaci per cittadini e territori, superando le attuali discontinuità legate al confine, ma sempre partendo da una più ampia e complessa visione di insieme.
Nel corso della riunione è stato inoltre ribadito l’obiettivo di lavorare su temi prioritari come formazione, lavoro e servizi, con un’attenzione particolare alle dinamiche demografiche e alle esigenze emergenti delle comunità locali. La volontà condivisa, forti dei risultati che restituirà la fase di analisi, è quella di passare a quella di sperimentazione di soluzioni operative.
Infine, è stata avviata una ricognizione storica dei progetti Interreg, a partire dal 1988, realizzati nell’area, attività che sta evidenziando la frammentarietà delle informazioni disponibili - per come venivano raccolte e archiviate - e la mancanza di una visione organica nel tempo. Un ulteriore elemento che rafforza la necessità di costruire, con Regio Retica, un modello più strutturato, capace di dare continuità e coerenza alle politiche di cooperazione transfrontaliera.
Il progetto Regio Retica, finanziato nell’ambito del Programma Interreg Italia–Svizzera, ha come obiettivo il miglioramento dell’efficienza dell’amministrazione pubblica attraverso la cooperazione, con l’intento di superare ostacoli giuridici e amministrativi nelle regioni di confine e costruire, passo dopo passo, una governance condivisa al servizio di un territorio che già oggi si muove come un sistema unico.