Per qualche ora, sabato pomeriggio, il Mulino Aino è tornato a raccontare storie di lavoro, quotidianità e tradizioni. Tra il rumore delle macine in funzione, il suono del ferro lavorato nella fucina e la presenza di oggetti, abiti e dimostrazioni legate alla vita di un tempo, i visitatori hanno potuto immergersi in un’atmosfera capace di riportare indietro negli anni. Non una semplice visita, ma un’occasione per osservare da vicino mestieri antichi e piccoli gesti che rischiano di andare perduti, riscoprendo il valore di una memoria ancora viva. A rendere questa edizione diversa dal solito è stata anche la sfilata in abiti d’epoca, ideata da Adriana Zanoli, responsabile del centro culturale, con la collaborazione di Vincenza Demonti, pensata per offrire qualcosa di nuovo e regalare alla giornata un tocco ancora più immersivo. Un’iniziativa semplice, ma capace di aggiungere colore e suggestione a un appuntamento che continua a custodire e condividere frammenti preziosi di passato.
Al Mulino Aino storia e memoria si sono incontrate