Heiner Kielholz (*1942) è un “grande artista sconosciuto” dell’arte Svizzera, come l’ha definito Thomas Spielmann, presidente dell’Associazione delle belle arti dei Grigioni nel suo discorso di benvenuto. All’inizio degli anni ’60, dopo un apprendistato di disegnatore edile, Heiner Kielholz ha frequentato la scuola d’arte a Zurigo, affermandosi negli anni ’70 come esponente dell’avanguardia svizzera ed esponendo la sua arte anche oltre le frontiere svizzere. In seguito si ritirò completamente dalla scena, viaggiò per anni nei Balcani, in Grecia e in Turchia, spesso senza dimora fissa e sviluppò un’opera alimentata dall’esperienza dei luoghi che aveva visitato, marcata dalla ricchezza di ciò che lo circonda e caratterizza la sua vita. Dal 1995 Heiner Kielholz vive e lavora in Valposchiavo e in Valtellina. La sua è un’opera silenziosa, spesso in piccoli formati.
Curata dal direttore del Museo d’arte dei Grigioni Stephan Kunz, l’attuale mostra presenta una novantina di opere e si concentra sui caratteristici interni e sulle nature morte realizzati dall’artista negli ultimi 15 anni. Queste forniscono un'immagine unica del suo particolare sguardo sul mondo.
Come ha spiegato nella sua introduzione il direttore del Museo d’arte dei Grigioni Stephan Kunz, che a più riprese nella sua relazione ha espresso la sua felicità e soddisfazione di aver potuto realizzare questa mostra, quando alcuni anni fa gli aveva proposto una mostra, Heiner Kielholz aveva risposto: “È necessario? … Vediamo, aspettiamo”. Poi a un certo punto, discretamente – la discrezione è un tratto caratteristico di Heiner Kielholz – gli ha detto “Ora sono pronto, ma non facciamo una grande mostra, mostriamo solo gli interni e le nature morte degli ultimi anni”. L’ultima mostra di Heiner Kielholz è stata realizzata dodici anni fa, sempre al Museo d’arte dei Grigioni, negli spazi al primo piano della Villa Planta. Dopo che si era ritirato dalla scena, un’importante mostra era stata realizzata nel 1984 al Kunsthaus di Aarau, nel 1996 all’Helmhaus di Zurigo, nel 2000 a Olten e nel 2006 nel Kunstmuseum di Winterthur, insomma, più o meno una mostra ogni dieci anni.
Come ha evidenziato il direttore del museo Stephan Kunz, negli ultimi anni l’artista non ha quasi più viaggiato, concentrandosi sempre più su motivi selezionati. Dipinge sempre la cucina con la stufa, gli stessi vasi, gli stessi interni, il tavolo, il letto, il cortile davanti alla casa e la vista circostante. La concentrazione sugli interni e sulle nature morte appare come la somma del lavoro di una vita: nelle sue opere si percepiscono anche il mondo esterno, le atmosfere dei luoghi dei suoi viaggi, altre culture, altri paesaggi, i ricordi. I viaggi hanno determinato a lungo la vita e l’arte di Heiner Kielholz. Viaggiava in treno, in nave, in autobus o andava a piedi da un luogo all’altro, portandosi con sé solo l’essenziale per disegnare, dipingere o prendere appunti e concedendosi il tempo. Il tempo di spostarsi e di osservare che gli hanno permesso di descrivere il mondo nel dettaglio, trovando il modo di definire l’immagine in modo tale da aprire sempre nuove possibilità per descrivere il mondo.
Ecco perché, anche se apparentemente simili, i suoi dipinti raccontano ognuno una propria storia, ogni singolo dipinto è una nuova esperienza. Non è ciò che vediamo che è decisivo, ma come lo vediamo, sottolinea ancora Stephan Kunz. Il suo modo di vivere, appartato, modesto, umile si manifesta in modo radicale nella sua pratica artistica. Sia la sua forma di esistenza che la sua pittura non si sottomettono alle condizioni della vita di oggi, né alle esigenze dell’arte.
Heiner Kielholz non si impone, i suoi quadri lasciano molto spazio interpretativo a chi li osserva. Perché oltre la stanza, il letto o il tavolo rimane spazio, tempo, il vuoto che infondono un senso di pace, di silenzio, di lentezza, in un certo senso sembra si oppongano al tempo e allo spirito dei tempi (Zeitgeist).
Il non imporsi di Heiner Kielholz, il suo stile di vita, il dettaglio, la poesia delle opere sono ancora più valorizzati negli ampi spazi espositivi al piano inferiore del Museo d’arte dei Grigioni: l’allestimento della mostra rispecchia ampiamente la sua opera e la sua persona, evidenzia la capacità dell’artista di concentrarsi sul dettaglio restando aperto al vasto mondo.
La mostra dedicata a Heiner Kielholz al Museo d’arte dei Grigioni è aperta fino al 2 di agosto 2026, dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 17 (giovedì fino alle ore 20). Una visita che va gustata lasciandosi tutto il tempo, lasciandosi trasportare dal silenzio, dalla pace e dalla forza che infondono i dipinti di questo “grande artista sconosciuto”.