San Vittore dice no alla fusione con Roveredo

Lunedì sera l'assemblea comunale di San Vittore ha deciso di non dare seguito alla mozione di un cittadino che chiedeva di avviare trattative per una possibile fusione con Roveredo.
30.06.2026
3 min
Panorama di un villaggio circondato da montagne verdi e nuvole, con case disposte ordinatamente e vegetazione lussureggiante.
San Vittore conta circa 950 abitanti, contro i circa 3'000 di Roveredo: uno squilibrio che alimenta i timori di un possibile assorbimento del Comune più piccolo in caso di fusione.
© Keystone-ATS

Nel testo della mozione, il promotore Enea Bettè sosteneva che una fusione avrebbe permesso di valorizzare le complementarità tra i due Comuni: da un lato la base industriale di San Vittore, dall'altro il ruolo di Roveredo quale centro di servizi per la Regione Moesa. Tra gli argomenti citati figuravano una maggiore diversificazione delle entrate, possibili sostegni cantonali, una gestione più efficiente delle infrastrutture e della pianificazione territoriale della bassa valle, nonché una progettazione regionale più semplice. L'aggregazione veniva inoltre presentata come uno strumento per rafforzare l'identità della bassa valle ed evitare che il territorio diventi una periferia dell'area urbana di Bellinzona.

Nel messaggio all'assemblea, il Municipio aveva però proposto di non dare seguito alla mozione, pur riconoscendo che il tema è "di indubbio rilievo istituzionale". Secondo l'esecutivo, allo stato attuale una fusione con Roveredo non può essere considerata una strategia prioritaria né sufficientemente matura per giustificare l'avvio di una trattativa formale. Un processo aggregativo richiederebbe infatti condizioni politiche, istituzionali, amministrative e finanziarie solide, oltre a una chiara prospettiva di rafforzamento reciproco tra gli enti coinvolti.

Per il Municipio questione liquidata

Interpellata da Keystone-ATS dopo l'assemblea, la sindaca di San Vittore Elena Pizzetti ha spiegato che per il Municipio, dopo il voto, la questione è liquidata sia sul piano politico che su quello finanziario. Prima di procedere, secondo Pizzetti, servirebbe piuttosto uno studio più ampio, che non riguardi solo San Vittore e Roveredo, ma l'intera alta e bassa Mesolcina.

Il Municipio punta piuttosto sulla collaborazione intercomunale. Con Roveredo, ha spiegato Pizzetti, i rapporti sono buoni e vi sono già forme di collaborazione, ad esempio nella pulizia delle strade. Più recentemente è stata inoltre avviata una collaborazione nell'ambito della polizia comunale. Una fusione tra i due enti, secondo la sindaca, comporterebbe però il rischio che Roveredo assorba San Vittore: il capoluogo della Regione Moesa conta infatti circa 3'000 abitanti, contro i 950 indicati dal Comune di San Vittore.

"Nessuna discussione costruttiva"

Il promotore Bettè, da parte sua, critica l'esito dell'assemblea e il modo in cui è stata affrontata la trattanda. A Keystone-ATS ha spiegato di aver posto domande perché la risposta ufficiale del Municipio non gli sembrava soddisfacente. L'esecutivo aveva già definito la propria posizione e non vi sarebbe quindi stata una discussione realmente costruttiva su un tema che, a suo avviso, avrebbe meritato un approfondimento più strutturato.

Il cittadino di San Vittore critica anche il fatto che non si sia voluto procedere almeno con un approfondimento preliminare. Un primo lavoro esplorativo avrebbe potuto essere svolto gratuitamente dal manager regionale. Richiamando la Legge sui comuni del Cantone dei Grigioni, Bettè sostiene inoltre che sarebbe stato possibile avviare uno studio senza entrare direttamente nel merito di una fusione, ma valutando anche altri scenari.

Per il promotore della mozione la decisione di ieri è stata presa sulla base del timore di perdere l'autonomia comunale, senza dati concreti a sostegno. Uno studio, sostiene, avrebbe permesso al Comune di lavorare in modo più strutturato e di dotarsi di una visione strategica a medio e lungo termine per il futuro di San Vittore. A livello istituzionale, riconosce, la questione è ora chiusa.