Jessica Pavone: un’esperienza uditiva unica

Sabato 14 febbraio in Casa Hasler si è tenuto il concerto uncool di fine residenza della violista di Queens, New York, Jessica Pavone. Nella sua esibizione in solo, composta da sei brani, ha condotto il pubblico attraverso un’esperienza uditiva unica.
17.02.2026
2 min
Una person a suonare la viola in una stanza con una finestra luminosa. Sullo sfondo, un pianoforte nero e un leggio. I vestiti della persona sono sc

Sabato 14 febbraio in Casa Hasler si è tenuto il concerto uncool di fine residenza della violista di Queens, New York, Jessica Pavone. Nella sua esibizione in solo, composta da sei brani, ha condotto il pubblico attraverso un’esperienza uditiva unica. In una inizialmente apparente “mono-tonia”, caratterizzata da ripetizioni, i brani si sono sviluppati in melodie multiforme che trascendono il tempo. Da oltre vent’anni la musicista newyorkese incentra la sua pratica sulla ricerca di suoni che offrano al pubblico una percezione alternativa dell’ascolto. La sua pratica dà senza ombra di dubbio i suoi frutti: ripetizioni, dissonanze che si estendono vieppiù fino a raggiungere la perfetta consonanza dei suoni, permettono di sentire una melodia sotto la melodia, di percepire suoni che attraversano la stanza da un lato all’altro, creando un’esperienza uditiva davvero particolare, interessante, oltre che avvenente. In particolare, la violista ha saputo creare un suo specifico linguaggio melodico, preciso, che si avvicina alla perfezione pur discostandosi dall’uso classico della viola.

Prima di rientrare a New York, Jessica Pavone sarà ospite di una breve residenza di tre giorni a Eindhoven in Olanda, insieme al duo Tabula Sonorum, che si concentrerà su un progetto basato sulla curiosità, il rischio e l’ascolto profondo.