Arriva la quinta edizione del festival sConfini

Un viaggio figurato tra storia, sensazioni e memorie del contrabbando. Due settimane di eventi che uniranno le due valli protagoniste del fenomeno: la Valposchiavo e la vicina Valtellina.
01.05.2026
3 min
Due sacchi di iuta impilati uno sopra l'altro, con un sacco parzialmente aperto su una panca di legno. Uno dei sacchi ha un retro a

Domenica, a Brusio, si aprirà il festival sConfini con il primo evento del variegato programma che si sviluppa nell'arco di due settimane, dal 19 aprile al 3 maggio.

Partendo dalla prospettiva storica, gli organizzatori – Cristina Parotto per Valposchiavo Turismo, Piero Pola per Casa Besta e Isabella Ciapponi Landi per il Comune di Tirano – ampliano metaforicamente il fenomeno del contrabbando a uno scambio di cultura fra le due valli, con eventi da entrambi i lati del confine, in modo da raggiungere un ampio spettro di pubblico svizzero e italiano, locale e forestiero.

Le proposte avvicinano i partecipanti al fenomeno che ha interessato il confine fra Valposchiavo e Valtellina con diversi approcci: storico, sociale, culturale, artistico e ludico.

Cristina Parotto spiega cos'è l'essenza di questa manifestazione: «Ogni anno il festival sviluppa un tema che si lega al contrabbando: una parte importante di storia che ha caratterizzato il nostro territorio in tempi non molto lontani, che però tende a sfuggire non solo a chi visita i nostri luoghi, ma alle stesse generazioni più giovani che ci vivono.

Il festival è entrato nel tessuto culturale non solo della Valposchiavo ma anche della Valtellina per il suo importante ruolo di ponte tra territori, epoche e culture. Lo stesso nome “sConfini” è impregnato di significati: oltre al tema del festival e all’idea di “sconfinare geograficamente” segnalando il rapporto tra Svizzera e Italia, il nome mette in rilievo il concetto di andare oltre i confini di spazio e tempo, declinando in chiave moderna l’idea di scambio, non più di caffè e sigarette, ma di idee e cultura».

Come nelle scorse edizioni, il tema scelto trova espressione nell'evento cardine del festival: quest'anno, il 25 aprile, "I confini mutevoli di Cavaione" porteranno la manifestazione nell'ultimo paese della Valle a diventare svizzero, a dimostrazione che i confini sono mutevoli. La giornata si aprirà con la passeggiata per i sentieri e le tratte percorse dagli spalloni tra La Piana e Cavaione, meta finale, dove un caffè di benvenuto aprirà un momento di incontro e riflessione guidato dallo storico Andrea Tognina che ripercorrerà la complessa storia del tracciamento dei confini definitivi tra la Valposchiavo e la vicina Italia. Dopo un pranzo conviviale a base di pizzoccheri nel suggestivo ex edificio scolastico, il pomeriggio si concluderà con la proiezione del documentario "I furbi di Cavaione" di Romana Costa. Per la giornata del 25 aprile a Cavaione è necessario iscriversi entro giovedì 23 aprile.

Il programma completo con tutti gli eventi e i dettagli può essere consultato su s-confini.ch.

Nato dalla necessità di raccontare la propria storia territoriale e di riconoscersi in essa, il festival richiama partecipanti appassionati e curiosi, rimanendo autentico e coinvolgente.

Mantenere viva la memoria è il valore e l’obiettivo di queste iniziative perché se non conosciamo il passato come possiamo capire il presente?

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