Associazione contesta divieto di reintroduzione della lince

L'associazione Wildtierschutz Schweiz (letteralmente Protezione della fauna selvatica Svizzera) si oppone alla sospensione di un progetto di reintroduzione di due linci nei Grigioni. La sospensione è stata decisa dal Gran Consiglio su iniziativa dell'UDC.
14.02.2026
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Un lince si aggira tra l'erba verde, con uno sguardo attento e orecchie appuntite.
La reintroduzione di due linci avrebbe dovuto essere completata entro il 2028.
© Keystone-ATS / Martin Schutt

"Se il Cantone dei Grigioni dovesse rifiutare formalmente il reinsediamento delle linci autorizzate, esamineremo la decisione dal punto di vista giuridico e, se necessario, la impugneremo entro i termini previsti", si legge in un comunicato diffuso oggi dall'associazione.

La Svizzera sta attraversando una crisi della biodiversità. La lince è un simbolo di ecosistemi funzionanti, si legge nella nota. La sua reintroduzione non è un esperimento politico, ma parte di una responsabilità ecologica a lungo termine.

La protezione delle specie autoctone è inoltre chiaramente sancita dal diritto federale e i Cantoni sono tenuti ad attuare tali disposizioni.

Con alcuni atti parlamentari presentati in Gran Consiglio, nella sessione di dicembre il gruppo parlamentare dell'UDC ha temporaneamente bloccato un progetto di reintroduzione di due linci nella Surselva. Gli animali dovevano essere liberati dopo che un guardiacaccia grigionese aveva abbattuto accidentalmente tre linci.

Questo mese avrebbe dovuto iniziare la campagna per la cattura di un esemplare nel Canton Giura. Per il 2028 era previsto il rilascio di un secondo animale proveniente dai Carpazi, dalla Romania o dalla Slovacchia.